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sabato 30 ottobre 2010

La prima volta (racconto erotico trovato in rete)

Il mio nome è Luca, sposato felicemente con Pina ed insieme abitiamo in una cittadina della Sicilia, terra "storicamente" negata verso ogni forma di tabù; abbiamo rispettivamente 43 e 36 anni.

Navigando su Internet ho avuto modo di leggere delle storie molto simili alla nostra, e con profondo rincuoramento ho potuto constatare di non essere l’unico e nemmeno uno dei pochi mariti che trae piacere dall’istinto fortemente "puttanesco" della propria moglie. Probabilmente con altri cromosomi e con un diverso tenore di vita (apparteniamo alla società "bene" ) non sarei mai arrivato a coltivare certe idee per cercare di attuarle ed avere così dei benefìci sessuali a dir poco entusiasmanti.

Pina non è una bellissima donna, ma di contro è il classico tipo che ogni uomo definirebbe "da letto"; è alta 1,66 e pesa 56 kg; ha una terza abbondante di seno, bellissime cosce ed un culo da favola!

"Depravato mentale" è stata sempre la risposta che mia moglie mi dava ogni qualvolta, durante i nostri amplessi, la invitavo a fantasticare sulla possibilità di essere "toccata" da un altro uomo; "Come ti salta in mente una cosa del genere?", mi diceva, mentre aumentava rabbiosamente i suoi colpi di reni, contemporaneamente alla libidinosa frenesia di prendere in bocca le dita che le porgevo. Soltanto una volta, probabilmente spinta da una eccessiva dose di libidine mi rispose di "SI’", ma a condizione che il tutto si fosse fatto lontano dalla Sicilia e che sarebbe rimasta la prima e unica esperienza.!

Vi lascio immaginare con quale trasporto cominciai a far lavorare la mia mente; ogni volta che ci preparavamo a scopare uscivo di proposito l’argomento per vedere la sua reazione, e, devo dire che bastavano le solite domande ( "Come vorresti che fosse l’altro uomo?"…oppure "cosa gli faresti?"….Avresti il coraggio di prenderglielo in bocca"?…." Ti faresti penetrare da dietro"?) per farla andare a mille! E non era per niente convincente il suo tentativo di ostentare risoluta indignazione…, tanto sapevamo tutti e due che la sua era pura finzione.

Successe tutto nell’estate del 1998 , e già molti mesi prima avevamo prenotato la nostra vacanza a Gatteo Mare, una località sulla riviera adriatica, ed io avevo accentrato il mio piano proprio su quei 12 giorni; avrei rispettato le condizioni di Pina che voleva farlo lontano dalla Sicilia.

Così, quando arrivò il giorno del nostro arrivo in quel piccolo albergo a conduzione familiare, mi ci volle poco per guardarmi in giro e soffermarmi su un giovane cameriere.

Ho avuto sempre un buon fiuto nel saper "radiografare" le persone; il loro modo di parlare, la loro gestualità, il tono della loro voce, le movenze, mi hanno dato quasi sempre la conferma che tutto ciò che pensavo di loro rispondeva a verità.

Quel ragazzo, così gentile nei modi di porgersi ai clienti dell’albergo faceva al caso nostro; ero certo che sarebbe piaciuto anche a mia moglie, che nei riguardi dei giovani ha sempre avuto una accesa predilezione.

Ma non andai subito alla carica; preferii aspettare qualche giorno per non dare a Pina l’impressione che fossi realmente con…la bava alla bocca.

Verso il quinto giorno, approfittando del fatto che ci trovavamo al bar dell’albergo per sorbire un gelato, con molta naturalezza indicai a mia moglie quel ragazzo che stava al di là del bancone, sui 25 anni, abbronzatissimo , e con un sorrisino che a malapena trattenni, le chiesi se le piaceva. Pina ha quasi sempre la cattiva abitudine di rispondere ad una domanda con un’altra domanda, e così fece anche in quella occasione: "Come intenderesti dirglielo?"…"Ma sul serio vorresti dirgli…?" mi disse per tutta risposta. Intuii che il ragazzo le piaceva, e pure tanto! ( Se così non era me l’avrebbe detto subito): aveva un fisico bellissimo e un’altra peculiarità che notammo: doveva essere anche timido.

La stessa sera, dopo cena, ci avvicinammo al bar dov’era il ragazzo, intento a servire digestivi e birre ghiacciate , e così, aspettando di rimanere soli, con una scusa mi misi a dialogare con lui; il suo nome era Marc, aveva 23 anni e veniva dalla Tunisia; gli chiesi con tono ammiccante se dormisse in albergo e a che ora avrebbe smesso di servire i clienti al bar; non credo che capì l’antifona. Anche Pina ebbe questa sensazione, al punto che tentò ancora una volta di bluffare con me sostenendo la parte della moglie che, davanti ad un intoppo tira una sorta di "sospiro di sollievo per la mancata riuscita del progetto"; Che falsa che era! Le si vedeva lontano un miglio la speranza che io potessi inventare qualcos’altro.

Sottovoce le chiesi se si sentiva pronta al grande momento e le dissi di avere fiducia in tutto quanto stavo per fare. Il suo assenso me lo diede con un movimento del capo mentre con gli occhi cercava di guardare ancora una volta Marc.

Andammo in camera nostra, feci passare un po’ di tempo e telefonai al bar. Mi rispose Marc, al quale chiesi se, dopo aver chiuso il bar, poteva farci avere due birre in camera; mi rispose che nel giro di 10 minuti sarebbe salito lui stesso.

Adesso, anche per me iniziava il momento più cruciale. Riordinai le idee e feci in modo che mia moglie non notasse l’eccitazione mista a grande senso di confusione di cui ero stato pervaso.

Tolsi la chiusura a chiave dalla porta della camera e chiesi a Pina di spogliarci, metterci sul letto e cominciare i nostri giochetti preliminari di sempre; cominciammo a baciarci appassionatamente e avvertii in lei la "bellissima paura dell’attesa"; tremava, ma…aveva la figa già bagnatissima. Non l’avevo mai vista in quello stato; alternava baci sulla bocca a frenetiche succhiate al mio uccello, già di per sé durissimo.

Tutto ciò succedeva un attimo prima che …sentimmo bussare alla nostra porta.

"Avanti" risposi.

Sapevo che Marc sarebbe rimasto di sasso nel vedersi apparire quella scena; provai a ridimensionare la cosa sorridendogli e scendendo dal letto gli diedi un’amichevole pacca sulla spalla e a richiudere a chiave la porta.

-"Scusaci Marc, io e mia moglie credevamo che fossi arrivato più tardi" gli dissi, cercando di apparire quanto più naturale possibile; nel frattempo mia moglie cercava in tutti i modi di coprirsi col lenzuolo;

- "Stavamo quasi sul più bello" gli dissi "…anzi…se non hai nulla in contrario prima che mi si raffreddi l’eccitazione, vorremmo continuare; anzi…se ti va di assistere alla nostra scopata, puoi rimanere….da parte nostra nessun problema"

Quel ragazzo era rimasto inebetito e non riusciva a staccare per un solo attimo gli occhi dal corpo di Pina; fui sempre io a dare la risposta alla mia precedente domanda : " OK…Marc, ho capito che ti piacerebbe guardarci eh?…Bene!…Allora, in tal caso mettiti qua ai piedi del letto e ci guardi…e …se vuoi masturbarti fallo pure senza vergognarti…" e dicendo questo risalii sul letto e tolsi il lenzuolo a Pina che rimase nuovamente nuda; notai che era all’estremo della vergogna ma…fortemente eccitata; lo constatai quando la feci sdraiare in maniera che facesse vedere la sua figa al ragazzo; solo per un attimo riuscì a tenere strette le sue cosce, ma subito dopo, dolcemente cominciò ad allargarle sino a mostrare la sua figa in tutta la sua bellissima forma. Mi misi di fianco a lei cominciando a leccarle i seni, risalendo ora sulla bocca, ora scendendo con la lingua sin dentro la sua fessura rosea e grondande di dolcissimi umori, e da quel momento avvertii che anche lei cominciava a sciogliersi, abbandonando gli ultimi spiccioli del suo pudore e lasciandosi andare spudoratamente ad ampi movimenti del bacino , accompagnati dai suoi stessi mugolii che man mano si andavano facendo sempre più forti.

Alzai la testa per vedere cosa stesse facendo Marc e…lo vidi senza pantaloncini che si masturbava lentamente. Era molto ben fornito il ragazzo; aveva un arnese non troppo lungo , ma abbastanza grosso e nodoso.

- "Ti piace"?- Gli chiesi semplicemente, e per tutta risposta lui fece di sì con la testa mentre aumentava i colpi di mano.

Seppi "calcolare" il momento propizio quando proposi a mia moglie di mettersi alla pecorina con la testa in direzione del ragazzo; lo fece, e così , quando cominciai a martellarla selvaggiamente da dietro facevo in modo che ad ogni colpo lei si avvicinasse al cazzo del ragazzo, il quale, a sua volta, capì il messaggio e si avvicinò anche lui di quel tanto che bastasse a …farselo sfiorare dal viso di mia moglie.

- "Guarda amore" dissi a Pina "Marc non vede l’ora di farselo prendere in bocca…cosa ne dici?…."Ti va..?" Non ebbi alcuna risposta, ma bastarono pochissimi attimi di forzata riluttanza da parte di mia moglie, e poi….IL MOMENTO PIU’ ATTESO da sempre! Dopo l’ennesimo colpo che diedi all’interno delle chiappe di mia moglie..non ci fu nessun ritorno; dovetti spostare la testa per vedere Pina che aveva preso in bocca il cazzo di quel ragazzo e gli stava cominciando a fare un pompino; uscii dalla sua figa per guardare più da vicino la scena e notai che mia moglie metteva tanto ardore in quei movimenti di bocca, tanto che ne fuoriuscivano rumorini provocati dai risucchi della sua bocca a stretto contatto con l’uccello.

Fu Pina stessa a staccare la sua bocca dal cazzo di Marc e rivolgendosi a lui ed a me disse: "Li voglio tutti e due", e nel frattempo tirava il ragazzo verso il letto tenendone ben stretto il cazzo con tutte e due le mani , sino ad adagiarlo supino e mettendosi lei stessa a cavalcioni su di lui, facendone sparire il cazzo dentro di lei. " E’ bellissimo….bellissimo" continuava a farfugliare muovendosi forsennatamente e cercando allo stesso tempo di prendere il mio cazzo per farlo sparire all’interno della sua bocca.

Marc si abbandonò totalmente alla lussuria. Non era timido come avevamo creduto, tant’è che alternava le sue carezze sul corpo di mia moglie all’introduzione del suo dito medio nel buchetto del suo culo, e, vedendola particolarmente compiaciuta di ciò , le chiese se volesse darglielo.

Rare volte mia moglie mi aveva concesso questo privilegio, appellandosi al fatto che le facevo male, ma quella volta, a quella richiesta del ragazzo, la sua risposta fu lampante; si mise in posizione e fu lei stessa ad accompagnare il cazzo del ragazzo sino a quando , tra urli e gemiti di piacere, non scomparve tutto dentro di lei, ma solo per pochissimi momenti, in quanto il dolore provocato era talmente forte che non se la sentì di resistere oltre; ritraendosi esausta si lasciò cadere sul letto e guardando il ragazzo negli occhi gli chiese se voleva essere spompinato, mentre a me chiese di "scoparla come una troia".

Raggiungemmo l’orgasmo tutti e tre quasi contemporaneamente: Pina con un incessante sussulto e un fortissimo gemito; io venendo sulla sua pancia e sui capezzoli , mentre Marc le sborrò copiosamente sui capelli e sul viso.

Quella fu la nostra prima esperienza, probabilmente più piacevole e con meno rischi , fatta con un singolo anzicchè con una coppia.

Forse la consiglieremmo a tutte le coppie che volessero provare il brivido della trasgressione. Dopo , poter provare con altre coppie è senza dubbio meno traumatico e ugualmente divertente.

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